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La giustizia italiana dovrebbe imparare dai telefilm americani

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Law & Orderdi GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Avrete sicuramente visto qualche serial televisivo tipo “Law and Order” o simile, nel quale si sviluppano temi di reati trattati utilizzando una  normativa di giustizia americana che viene rigorosamente rispettata. Io li seguo con grande passione, non tanto per interesse verso lo spirito del giallo, ma per vedere come viene amministrata la giustizia in un qualsiasi paese civile. E anche perché ammiro la logica serrata con cui vengono condotte conclusioni delle indagini e processo. Impressione fondamentale: le sentenze rispecchiano accuratamente il mio pensiero di cittadino semplice,  con chiaro sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è ingiusto.

Anzitutto le indagini.

La polizia si attiva subito, con metodi ineccepibili e con un ritmo impressionante, seguita da vicino, in stretta collaborazione, da un avvocato del Pubblico Ministero il quale, momento per momento fornisce indicazioni sulla sufficienza e sulla adeguatezza o meno delle prove. Viene spontaneo fare il paragone con  i nostri indagatori: lenti, pasticcioni ed in continuo contrasto concorrenziale tra di loro e con la pubblica accusa. La diuturna lotta tra Polizia e Carabinieri, si palesa in ogni momento.

Divisione della magistratura

Balza subito agli occhi che il PM è eletto e che la sua carriera operativa per lo Stato comincia e finisce lì ed è continuamente sottoposto  al giudizio dei cittadini. Infatti sono preoccupati , in ogni momento di un eventuale giudizio negativo di politici o del pubblico. Se accadesse qualcosa di simile in Italia credo che in brevissimo tempo i PM continuerebbero la loro carriera come terrazzieri. Anche perché il livello culturale di chi giudica è , nella maggior parte dei casi, paurosamente basso, sostituito da intuizioni e decisioni quasi totalmente viscerali.

Funzione del giudice e delle giurie

E qui veniamo ad una nota che duole ancor più a causa degli inevitabili confronti. In USA il giudice NON GIUDICA: dirige il processo ossia si batte rigorosamente perché le Legge e le relative procedure vengano rigorosamente rispettate. Punto e basta. Chi giudica è la giuria, ossia la delegazione del popolo. Il giudice quindi non può applicare o interpretare la Legge a seconda delle proprie convenienze politiche o delle proprie opinioni.

I “teoremi” sono spietatamente banditi. Per fare da conduttore in quel modo occorrono regole e interpreti colti e intelligenti.

Modalità di sviluppo delle indagini e dei processi

La collaborazione dell’accusa è stretta anche in fase processuale, mentre il giudice ossia il direttore del processo, è  totalmente distaccato dalle parti. Appare inoltre chiaro che:

1.-Se imputato viene assolto non continua la caccia per sbatterlo in galera onde dimostrare che il giudice “aveva ragione “ a considerarlo delinquente. Ecco perché l’Italia se ne guarderà bene dall’ invocare l’estradizione  di Amanda Knox. La richiesta verrebbe clamorosamente nonché ignominiosamente respinta per ”manifesta inferiorità tecnica “. Se il reato fosse avvenuto negli Stati Uniti il PM avrebbe corso un bel rischio personale avendo chiaramente dimostrato di non essere all’altezza del proprio compito.

2.-Il ricorso avverso la sentenza può essere fatto solo dal condannato e per motivi sufficientemente gravi.

3.-I patteggiamenti tra accusa e imputato sono all’ordine del giorno avendo per obbiettivo comune il raggiungimento della condanna per i maggiori imputati e non la notorietà di un magistrato.

Confronto con la giustizia italiota

Non sono un esperto di diritto. Specie del “Diritto romano” la cui modernità risale pena a 2000 anni fa! Ho la sensazione (peraltro convalidata dai risultati) che l’obbiettivo di chi gira attorno alla giustizia, sia quello di dissertare su questioni di principio e affermare , con stile tipicamente meridionale, la propria personalità, anche a scapito dell’interesse della collettività. Se passiamo in rassegna le più clamorose sentenze ci accorgiamo che giudizio e pena contrastano, nella stragrande maggioranza dei casi, con il comune sentire. Con la Legge vigente non contrastano mai poiché le regole previste vanno bene , in egual misura, per giudicare il diavolo e per giudicare l’acqua santa.

Domanda finale.

Il sistema giudiziario italiano verrà mai “messo in linea” , facendolo diventare uno strumento civile? Penso proprio di no! Se molti principi del Foro dovessero adottare norme di Diritto totalmente diverse rispetto alle attuali sai dove andrebbero a finire le profumate parcelle?  E, per finire, sono convinto che se i giudici italiani assistessero a qualche trasmissione di Law and Order dovrebbero solo vergognarsi di come si comportano sistematicamente.

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3 COMMENTS

  1. Mi associo ai complimenti di Guglielmo e rilancio. Visto che siamo in argomento, la Magistratura cos’é? Mi si dice che sia un “potere”, il terzo, il giudiziario, ma la Costituente, nel 1947, ha definito “potere dello Stato un organo investito di un mandato democratico” (eletto a suffragio popolare). E in Italia i magistrati NON sono eletti (in USA sì). Il Parlamento (potere legislativo) può essere sciolto, il Governo (potere esecutivo) può essere sfiduciato, ma il terzo potere, il giudice, può essere licenziato se falla? No! In tal caso interviene un organo di disciplina interna che provvede con ammonizioni, trasferimenti di sede o, addirittura, con risolutive promozioni. In tale veste, il Consiglio Superiore della Magistratura tende a salvaguardare i propri interessi… Corporativi? Infatti il CSM è anche detto Comitato Soccorso Magistrati (malignità di avvocati). In USA, chi sbaglia paga e rischia di non essere confermato. Allora, il terzo potere è forse un ordine? O no. Sono anni che mi faccio questa domanda e ancora non ho trovato risposta…

  2. Ottimo articolo.
    Vorrei sottolineare il fatto, già scritto, che i processi sono diversi. In Italia sono “indiziari”, non occorre la flagranza del reato, la prova inoppugnabile, se si è sospettati si finisce in galera (anche se innocenti) poi dopo molti mesi c’è il processo, processo che ha tempi “italici”, quindi dura anni. Questo solo per il primo grado, poi se ci sono ricorsi la cosa può andare avanti anche dieci anni, nel frattempo il malcapitato ha perso il lavoro, la casa (per pagare gli avvocati), amici, rispetto della gente, moglie, ecc. La demenza è tale che se gli inquirenti italiani non trovano le prove le fabbricano (come per l’ingegnere veneto sospettato di essere Unabomber) oppure con minacce varie (inclusi pestaggi in carcere) che talvolta sfociano nella tortura cercano di estorcere confessioni.
    Nei civili paesi Anglosassoni dove esiste il diritto (e non il rovescio come in Italia) si arriva al punto che se uno si autodenuncia per un omicidio ma il cadavere non viene trovato viene assolto e visto che nei paesi civili non si può essere processati due volte per il medesimo reato (non come in Italia come ha scoperto l’allibita Amanda Knox) se a distanza di anni venisse trovato il cadavere, chi è già stato assolto non potrebbe essere riprocessato.
    Aggiungo inoltre la bella misura della cauzione. Da noi extracomunitari, comunitari dell’est, zingari e mafiosi vari sanno che in galera non si finisce quasi mai. Spesso per un reati gravi il colpevole ) già giudicato quindi viene rilasciato per permessi, arresti domiciliari, ecc. Oppure si viene rilasciati in attesa di giudizio ed il criminale semplicemente fa perdere le tracce. In America o paghi la cauzione oppure resti in carcere, se non ti presenti al processo perdi la cauzione, cauzione che è commisurata al reato ed al reddito (quindi anche cifre importanti talvolta.) Altra misura, la terza volta che sgarri sei finito, non esci più dal carcere.

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