La Lega dorotea e il federalismo “patriottico” di Tosi

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di GILBERTO ONETO Maroni aveva promesso che avrebbe cambiato tutto, fatto pulizia, cacciato i vecchi marpioni e ripreso la strada dell’indipendenza. In molti ci avevano creduto magari mandando giù il boccone di un asettico e romanocentrico “Nord” al posto dei nomi più veri e antichi della nostra terra. Poi, un po’ alla volta, si è convertito al più robusto doroteismo: non si fa nulla, non si decide nulla, si rimanda, si rinvia, si fa della buona amministrazione, forse, chissà, se gli alleati lo permettono, se il buon tempo tiene, se, se, se….. Ogni tanto si sente parlare della Lega per qualche sparata contro madama Kyenge e della giunta lombarda per questioni di incarichi: niente di bello né di entusiasmante. I barbari sognanti si sono svegliati in una realtà che odora di vecchia socialdemocrazia e ha l’appeal del fondo melmoso di uno stagno. Qualche nota di tromba ogni tanto la caccia Bossi, così come viene, giusto per fare casino: l’insieme somiglia sempre di più a una…

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