di ALTRE FONTI Regole definite “fuffa”, metodo di voto da “Stato di polizia”, epurazioni, tessere stracciate e nomine calate dall’alto: nel Carroccio esplode un nuovo conflitto. Che si annuncia più dirompente di quello tra Maroni e Bossi. Perché adesso il partito è senza guida. Riunioni carbonare tra Bergamo e Varese dove gli ex fedelissimi di Bobo stanno tramando per affossare il suo candidato Matteo Salvini “Bossi rappresenta la storia della Lega”. Maroni prova a dire la sua. Ma il fu barbaro sognante non ha più seguito nel partito. Manca poco più di un mese al congresso del Carroccio, che si celebrerà il 14 e 15 dicembre, ma la candidatura ufficializzata ieri dal vecchio Senatùr, per quanto annunciata, ha risvegliato lo scontro mai sopito nel partito. Con un fronte nuovo: molti degli ex fedelissimi di Maroni, che ne hanno sostenuto e guidato l’ascesa in via Bellerio, hanno preso le distanze dall’ex ministro, delusi dalla gestione sia del partito (affidato nelle mani della portavoce Isabella Votinoda Montesarchio)…















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