LO STATO ESORCISTA E LA SOCIETÀ APERTA (Quarta Parte)

di VINCENZINO CARAMELLI Lasciare in ombra la ragione ultima dell’esistenza dello stato – cioè l’esigenza di esorcizzare la paura originaria – comporta ignorare come la ricerca di legittimazione da parte dello stato si realizzi mediante interventi volti ad esorcizzare altre paure che, con maggiore o minore intensità, si manifestano nella società, nonché sottovalutarne l’impatto sulla libertà dei cittadini e quindi sulla possibilità che operi appieno la “società aperta”. Se infatti si esaminano in questa prospettiva i principali campi di intervento dello stato, non è difficile coglierne la natura di strumenti per esorcizzare sia la paura originaria, sia le molteplici paure manifestatesi, con diverso grado di intensità ed urgenza, nelle varie situazioni storiche. Così, in primo luogo, per i “beni pubblici puri”, definiti dalla non rivalità nel consumo (talché la fruizione da parte di un soggetto non riduce la possibilità di fruizione da parte di altri), e dal costo di esclusione (come costo per escludere dalla fruizione chi non sia disposto a pagarne volontariamente il prezzo)…

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