LO STATO ESORCISTA E LA SOCIETÀ APERTA (Seconda parte)

di VINCENZINO CARAMELLI Se l’attribuzione del monopolio della forza ad un soggetto nell’ambito di un gruppo sociale, comunque costituitosi, configuri già la nascita dello “stato” è problema che presuppone una definizione precisa dello stato e che verrà deliberatamente evitato in questa sede in quanto porterebbe troppo lontano. Molto grossolanamente considereremo, pertanto, come esistente lo stato non appena nel gruppo sociale un soggetto (o un gruppo di soggetti) si trovi a detenere il monopolio della forza. Il punto fondamentale è che, comunque nato, lo stato per definizione comporta, sempre ed in ogni caso, una riduzione della libertà. Inoltre lo stato, disciplinando i comportamenti secondo schemi prevedibili (cioè mediante norme, preesistenti o da lui create) resi obbligatori con la sanzione, “esorcizza” la paura originaria mediante un’altra paura, la paura della sanzione. Per questa duplice ragione, è più che naturale che nello stesso istante in cui si crea lo stato, inizi il tentativo dei consociati di creare “confini” all’esercizio della forza da parte del monopolista – cioè tentativi di…

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