LO STATO ESORCISTA E LA SOCIETÀ APERTA (Terza Parte)

di VINCENZINO CARAMELLI Il processo di legittimazione statale, a sua volta, tende a seguire due strade alternative: quella di accreditare lo stato come entità a sé stante, sovraordinata ai consociati e portatrice di valori suoi propri (cioè lo “stato etico”), oppure di presentarlo come mero strumento al servizio dei consociati creato da questi ultimi al fine di perseguire più efficacemente finalità di interesse collettivo. In entrambi i casi, l’immagine dello stato tende a risultarne alterata, mettendone in ombra non solo la ragione e la natura profonde (quale “esorcista” della paura originaria), ma anche la riduzione della libertà che, in misura minore o maggiore, deriva sia dalla natura stessa dello stato, sia dagli strumenti mediante i quali esso persegue la sua legittimazione. Il dibattito sui limiti e sulle forme di intervento dello stato moderno, in Occidente, finisce pertanto per ignorare la natura intima, ineliminabile dello stato, e per concentrarsi piuttosto sul piano del “dover essere”, dell’ottimo stato – cioè, secondo la terminologia tradizionale, sul piano della…

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