di ALTRE FONTI Scambi di favori, consulenze, perquisizioni. Ora, dopo i terremoti giudiziari, perfino lo spauracchio della ’ndrangheta. La Verona del sindaco leghista Flavio Tosi si specchia nei guai giudiziari che nelle ultime settimane l’hanno travolta. E si rivede sperduta, perfino impaurita. «È una vita di lavoro finita nel fango, una valanga di m…», strilla Francesco Urtoler, amministratore unico della Soveco Spa, l’impresa di costruzioni che tra il 2010 e il 2011 ha eseguito i lavori di sistemazione della casa in cui vive il «delfino» del primo cittadino, Vito Giacino, indagato per corruzione e per questo dimessosi nei giorni scorsi dalle cariche di vicesindaco e assessore all’Urbanistica. Un’operazione che sarebbe costata all’ex amministratore qualcosa come 1,7 milioni di euro, tra acquisto e sistemazione dei locali. Il risultato – stando ai racconti di chi l’ha visitato – è un attico da sogno, iper-tecnologico e dotato di ogni comfort. La polizia il 28 ottobre ha perquisito l’ufficio e lo studio di Giacino, sequestrando la documentazione relativa all’immobile e…















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