Operazione contro i secessionisti: un monito per tutti coloro che non ci stanno

di GIANLUCA MARCHI Sgombriamo subito il campo: non mi interessa farne una questione personale, ho subito una perquisizione in casa e nel box da parte di sette o otto carabinieri che si sono presentati alle cinque del mattino. Sono stati anche molto gentili e hanno cercato di non creare disordine. Loro eseguivano un mandato e basta. A casa mia, come nelle abitazioni degli altri 51 indagati, cercavano (secondo il decreto di perquisizione): armi, munizioni, veicoli blindati o comunque modificati, divise di tipo militare e attrezzatura idonea al compimento dell’azione quali cannocchiali, visori notturni e ricetrasmittenti, disegni tecnici per la costruzione di armi artigianali, documenti e targhe false e via discorrendo. Se ne sono andati con il mio pc personale sul quale lavoravo per tenere aggiornato questo giornale. Non poteva essere diversamente, perché io non sono associato a nessun gruppo o sigla di quelle di cui parlano i magistrati, nemmeno a un club di bridge per il vero. Quel che solleva più di un sospetto è…

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