PICCOLI ALPINI CRESCONO ALL’ASILO, CANTANDO L’INNO DI MAMELI

di LEONARDO FACCO Ieri a Treviso, s’è svolta l’annuale parata degli alpini, orgoglio dell’identità nazionale. l’Ottantacinquesima. Qualche giorno fa, invece, un giornale locale ha titolato così: “Piccoli alpini crescono: gli studenti della scuola dell’infanzia cantano l’Inno di Mameli”. La notizia recitava con buona prosopopea tricolore che “per l’Adunata del Piave nelle vie del centro città si respirava un bellissimo clima di festa e ci si poteva imbattere anche in simpaticissime scolaresche di studenti della scuola dell’infanzia Divina Provvidenza di via Montello, con il tricolore a tracolla e il cappello alpino in testa, che intonavano l’inno di Mameli. La piccola esibizione si è conclusa tra gli applausi dei presenti e dei passanti, sorpresi da questo inaspettato momento di tenerezza e patriottismo”. Qualche anno fa, da un’idea di Mariastella Gelmini nacque la proposta bipartisan, approvata poi in Senato, di obbligare i pulzelli d’Italia allo studio dell’inno. Attenti! Presentat-arm! Pereppeppè! E Treviso ha obbedito! Provo schifo per lo Stato che gronda patriottismo, anticamera di quell’ autarchismo spinto, cieco, delimitato da simboli e feticci considerati inviolabili, che…

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