di CLAUDIO ROMITI Nonostante le difficoltà interne, acuitesi con la condanna di Berlusconi, il Partito democratico è riuscito a mantenere una parvenza di coesione, sebbene abbia ripreso vigore il tormentone sulla data del congresso. Un congresso il cui reale svolgimento appare tuttavia più misterioso della famosa Araba fenice. Ovviamente le grandi incertezze che caratterizzano il partito di maggioranza relativa non possono che ripercuotersi negativamente sulle prospettive politiche, invero già piuttosto limitate, dell’attuale governo. Se infatti dovesse prevalere una rapida resa dei conti all’interno dello stesso Pd, soprattutto sotto l’incalzare della fazione renziana, il destino dell’esecutivo Letta sarebbe segnato. Al contrario, nel caso durasse nel tempo l’attuale, fragile equilibrio tra le componenti di questo partito e lo scomodo alleato del Pdl, aumenterebbero le possibilità per lo stesso Letta di soffiare la leadership al favoritissimo sindaco di Firenze nelle prossime elezioni politiche. Molto dipenderà dalla condizione economica e finanziaria del Paese, sempre in bilico tra la ripresa e la catastrofe. Ed è proprio osservando l’evidente mancanza di…















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