di ALESSANDRO STORTI Tutti ci aspettavamo di poter discutere, stamattina, di quanto avvenuto ieri, martedì 1° aprile, nella Prima Commissione del Consiglio Regionale del Veneto, ovvero del via libera alle due proposte di legge 342 e 392 per l’indizione di referendum sull’indipendenza e sull’autonomia speciale della Regione marciana. Molti di noi, stamattina, hanno quindi pensato che la notizia degli arresti e delle perquisizioni ai danni di decine di militanti, leaders e opinionisti indipendentisti veneti e lombardi fosse uno scherzo da 1° d’aprile a scoppio ritardato. Nessuno sapeva che esso sarebbe stato invece l’argomento del giorno (e chissà per quanti giorni, settimane o mesi lo sarà ancora). Nessuno. Eppure questo è ciò che è precisamente avvenuto. In effetti, a ben guardare, la notizia vera, prima ancora degli arresti e delle perquisizioni in sè, è data proprio dal fatto che i magistrati inquirenti, protagonisti dell’indagine, abbiano sprezzantemente scelto esattamente questo giorno per dare avvio alla retata. E’ un messaggio minatorio chiarissimo, una (in)giustizia ad orologeria nel senso più letterale…















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