SALARIO MINIMO IN CANTON TICINO, UNA SCELTA DAVVERO SCELLERATA

di LEONARDO FACCO Tra gli svizzeri, quelli italiani sono decisamente tra quelli propensi ad abbracciare il socialismo, magari anche con sciocche motivazioni. Vediamo di raccontare quel che han deciso in Canton Ticino un paio di giorni fa, così come lo racconta Repubblica: “Un salario minimo di poco superiore ai 19 franchi all’ora, che consentirà a un lavoratore di guadagnare non meno di 3000 euro mensili. Lo ha stabilito il Governo del Canton Ticino, dando seguito a un’iniziativa dei Verdi, appoggiata dai Socialisti e dalla Lega e accolta, nel 2015, secondo la formula referendaria, dal 54% dell’elettorato ticinese. L’intenzione dei promotori era quella di “salvare il lavoro in Ticino e lottare contro il dumping salariale”. Ma sarà davvero così? La paga per “legge” salverà i lavoratori rossocrociati stanziati nei dintorni di Chiasso, Lugano e Bellinzona? In vero, per Giovanni Birindelli, il salario minimo è la classica misura politica classificabile come “obbrobrio economico”. Ha scritto: «Sul piano giuridico, questa “legge” sanzionerebbe coloro che non hanno fatto altro che…

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