SALVINI IGNORA IL LASCITO CULTURALE E SOCIALE DELLA CIVILTÀ VENETA

di ALESSANDRO MORANDINI La Lega di Salvini ha promosso, in Veneto e in Lombardia, i referendum per l’autonomia; non può rinunciare a proporsi come l’unica forza politica già affermata capace di realizzare un progetto autonomista che, tra la popolazione meno impegnata e perciò stesso più disincantata, si configura come un’alternativa possibile al sogno secessionista che aveva caratterizzato la Lega bossiana. Garanti di questa battaglia sono, più che Salvini, i governatori delle regioni amministrate dalla Lega, in particolare Zaia, che con orgoglio ha sempre sottolineato, nella sua attività politica, l’identità veneta (ma una cosa è l’orgoglio di appartenere ad una civiltà millenaria, altra cosa sono le scelte che via, via fa chi ha anche lo scopo di incrementare il proprio potere nelle istituzioni italiane). Ma l’autonomia del Veneto e della Lombardia sono, agli occhi delle persone comuni, due progetti, per quanto accettabili, di ripiego. Chi si è recato alle urne per il referendum autonomista sosteneva, al tempo di Bossi, la secessione. Le percentuali rispetto al totale…

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