di ENZO TRENTIN A giorni l’elettorato sarà chiamato ad eleggere dei perfetti sconosciuti. Si prenda ad esempio il Partito dei Veneti, sedicente neonata formazione che vanta – dopo decenni di “barufe cioxote” – d’essere riuscito a riunire sotto di sé ben dieci formazioni autonomiste, federaliste e indipendentiste. Ebbene questi partiti sembrano essere abbastanza scarsi di proseliti. Un paio di constatazioni giusto per comprendere la questione. Nella lista dei candidati che chiedono la fiducia dell’elettorato a Rovigo, c’è un solo Consigliere comunale di minoranza a Melara (nel 2017 sono stati censiti 1799 abitanti). Un candidato residente nel veronese (che è anche capolista a Verona). Una candidata residente a Vicenza, in lista anche a Belluno. Quest’ultima nelle precedenti elezioni regionali del 2015 era candidata nella lista Indipendenza Noi Veneto Con Zaia, ottenendo 1 voto. Il suo? Insomma uno solo autoctono, e tre candidati per cinque seggi, di cui due “foresti”. Come espressione di dieci partiti ci sembra assai poco. Non bastasse c’è un altro candidato (a Venezia)…















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