Slovenia a rischio crac: si svende per salvare la sovranità

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da ALTRE FONTI Vendesi. Con un drammatico piano, un «pacchetto di stabilità» già spedito a Bruxelles, la Slovenia si impegna a mettere sul mercato 15 tra le sue maggiori aziende. Si privatizzeranno, promette la premier Alenka Bratusek, la compagnia di bandiera Adria Airways, la Telecom Slovenija e soprattutto la seconda banca, Nova Kreditna Banka Maribor (Nkbm). Si alzerà l’Iva, dal 20 al 22%. Lubiana, insomma, in una disperata corsa contro il tempo cerca di fare da sola quello che l’Unione europea inevitabilmente chiederà. Sperando che basti. Sperando di non essere il primo tra i Paesi della «Nuova Europa» ad alzare bandiera bianca, a chiedere l’umiliazione del salvataggio di Bruxelles. Difficile solo qualche anno fa prevedere un simile esito. Impensabile, quando il Paese uscito indenne dalle guerre che sgretolarono i Balcani, nel 2004 adottò l’euro, primo tra gli Stati dell’ex blocco comunista. O quando per due anni di fila registrò la maggiore crescita dell’eurozona. Eppure, qualcosa si è inceppato, o meglio quel fuoco fatuo del 2005-2006…

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