di GIANMARCO LUCCHI Se vi chiedessero a bruciapelo: chi è il dirigente leghista più berlusconiano che berlusconiano non si può? Risposta quasi unanime: l’ex ministro e oggi vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. Nulla di scandaloso, per carità, il politico bergamasco non ha mai nascosto questa sua predilezione, arrivando a insospettire i più maliziosi che abbia lavorato più per Arcore che per via Bellerio. Vera o forzata che sia questa impressione, volete una conferma? Eccola, immediata. Oggi il presidente della Giunta per le elezioni e l’immunità del Senato, Dario Stefano, ha detto che in caso di elezioni anticipate Berlusconi non sarebbe candidabile, indipendentemente dal pronunciamento dell’aula. Chi si è alzato fra i primi a dissentire? Ma il buon Calderoli, ovviamente: «Mi spiace ma sono in completo disaccordo sia con il presidente Dario Stefano, che sostiene l’impossibilità della candidatura di Silvio Berlusconi a future elezioni politiche, sia con il presidente Nitto Francesco Palma quando afferma che sull’ammissibilità della candidatura di Berlusconi giudicherebbe la Corte d’Appello e, nel…















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