Squinzi, il portavoce dei governi che ci hanno rapinato

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di CLAUDIO ROMITI Sconcertante presa di posizione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, nel corso di un convegno sulle infrastrutture: “Gli italiani sono un popolo paziente che si è lasciato martoriare da una pressione fiscale senza pari nel mondo… tuttavia la nostra competitività resta forte, sicuramente non paragonabile a quella della Spagna, ma malgrado ciò il nostro spread resta più alto del loro.” Ma allora, stando così le cose, per quale motivo un destino cinico e baro ci punirebbe oltre i nostri evidenti demeriti? Squinzi ritiene che “il problema dell’Italia è l’instabilità politica, non i fondamentali del Paese.”  Già, sempre la stessa presunta dicotomia tra i misteriosi fondamentali e un sistema politico troppo ballerino per i gusti dell’attuale leader di Confindustria. A tale proposito sarebbe interessante sapere se il prode Squinzi include tra i detti fondamentali la stessa  feroce tassazione, conseguenza di un regime politico sempre più basato sulla collettivizzazione dei profitti a danno chi ancora riesce a stare sul mercato. Perché se così fosse,…

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