di CLAUDIO ROMITI Mi associo con quanto scritto da Gianluca Marchi circa la surreale faciloneria con la quale personaggi pubblici di ogni ordine e grado urlano le loro ricette per far uscire il Paese di Pulcinella dalla crisi in cui sta inesorabilmente sprofondando. Ovviamente, nel mare magnum di un keynesismo da burla, orientato alla stampa indiscriminata di cartaccia a corso legale, spiccano i proponimenti espressi da gran parte delle forze politiche circa i sempre più chimerici tagli alla spesa pubblica. Con tanto di grafici e tabelle numeriche, gli esperti dei partitoni e dei partitini cercano di spiegare ai loro potenziali elettori che, grazie ad un uso sapiente dei bottoni e delle leve di comando, sarebbe possibile realizzare una sorta di miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci, salvaguardando l’attuale livello delle prestazioni offerte dalla mano pubblica, all’interno di un sostanzioso abbattimento della spesa pubblica e della relativa tassazione. Lungi dal voler affrontare la questione sotto il molto meno rassicurante profilo sistemico, i migliori rappresentanti dell’attuale…















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