SUA ALTEZZA SERENISSIMA, L’AGENTE SEGRETO NON SEMPRE LIGIO ALLO STATO

di FRANCO POSSENTI Basta forse un delitto o un morto ammazzato qualsiasi, per tingere la letteratura di giallo? Forse no. Anzi no. Ci vuole di più per trasformare un “romanzo poliziesco” in un best seller, in una trepidante storia che invoglia a sfogliare avidamente le pagine di un libro. Tutti sanno che sono stati grandissimi Arthur Conan Doyle e il suo “logico, ma libertario” Sherlock Holmes; oppure Rex Stout e il “corpulento” Nero Wolf; oppure ancora George Simenon e quel puntiglioso del commissario Maigret. Accoppiate vincenti. Accoppiate indissolubili. Proprio come lo è quella di un duo che, in Italia, è conosciuto in maniera inversamente proporzionale a quanto, al contrario, sia rinomato in Francia o in Germania. Malko Linge, “Sua Altezza Serenissima” (la specificazione non è casuale), e Gerard de Villiers, il suo creatore, formano uno straordinario binomio del giallismo internazionale. Dalla metà degli Anni Sessanta, quando apparvero in Francia i primi racconti dello scrittore transalpino, le avventure in chiaro stile “jamesbondiano”, che hanno avuto come protagonista…

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