Sul referendum veneto la Puppato fa battute ridicole

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di RENZO FOGLIATA Cara Senatrice Puppato, il Suo commento sul Referendum, se non fosse tragicamente dannoso, farebbe sbellicare dalle risate. Avviluppata in un’antica tradizione comunista di fedeltà al partito e di gabbia ideologica, Lei inciampa nella negazione della logica più elementare, secondo il costume della classe politica italiana (non solo quella odierna) alla quale Lei appartiene, classica espressione di un mondo in sfacelo che finge che tutto sia immutato mentre invece sta per essere travolto. Ma come senatrice!? Qualcuno Le ricorda con insistenza che il Veneto vanta un residuo fiscale di venti miliardi di euro annui, che se rimanessero sul territorio muterebbero vita, speranze, prospettive, aspirazioni sociali, pressione fiscale, infrastrutture, e Lei risponde che “i problemi sono altri”? Lei cita lavoro, disoccupazione, aziende che chiudono, municipi senza sede, come se tutto ciò nulla avesse a che fare con il progetto politico di staccarsi da una realtà, l’Italia, che draga tutte le risorse disponibili per trasferirle altrove o buttarle nel fabbisogno di un mostruoso apparato statale?…

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