di FRANCO POSSENTI Il segretario dell’OEA, Luis Almagro, ha twittato che “le morti violente da parte del regime sono inaccettabili. E’ il momento di trovare pace per il Venezuela”. Eppure, dal primo aprile scorso, siamo a oltre 60 morti fra gli oppositori del regime e quasi 3000 arresti, di cui oltre 1300 stanno ancora in galera. Oltre 300 i prigionieri politici. Ieri, è deceduto un altro giovane, Cesar Pereira, esponente di Voluntad Popular e sceso per le strade di Lecherias a protestare. Il Venezuela è da anni un paese pericolosissimo e violento, con decine di migliaia di morti per crimini violenti (rapine, sparatorie, omicidi, sequestri), ma il quadro è peggiorato da quando la popolazione è scesa in piazza per protestare contro il regime del presidente Maduro: «Il governo ha armato i ‘Collettivos’, gruppi para militari che insieme all’esercito e alla polizia rastrellano la capitale Caracas alla ricerca di membri della Resistenza; l’inflazione è alle stelle, mancano medicine e generi alimentari di prima necessità. Per un pacco…















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