9 dicembre: colpire uniti adesso per marciare divisi dopo

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di GIANLUCA MARCHI E' il caso di fare qualche ragionamento sul "Coordinamento 9 dicembre", che nell'immaginario collettivo è per il momento passato come il movimento dei "forconi". Lo facciamo dal nostro punto di vista, cioè di indipendentisti insediati nel Nord di questo paese ormai sfasciato. Nell'editoriale di ieri l'amico Gilberto Oneto ha dato voce alle non poche perplessità, emerse anche attraverso i commenti di molti nostri lettori, circa la presenza stomachevole, in diversi presidi e in numerose manifestazioni, di vessilli tricolori italioti, di strofe cantate del Mameli e di personaggi che inneggiano all'Italia, agli italiani e via discorrendo. Tutto vero, sono espressioni che a noi danno profondamente fastidio, e così dicendo utilizzo un eufemismo. E tuttavia, a mio modesto parere, c'è un però: introdurre troppi distinguo in questa fase iniziale vorrebbe dire fornire un ulteriore motivo di strumentalizzazione  a vantaggio di chi - cominciando dalla politica, dai sin
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