15 maggio, i siciliani in piazza per rivendicare l’indipendenza

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di REDAZIONE Non so quale risonanza mediatica avrà l’evento del prossimo 15 maggio. Già immagino alcuni commenti snob che cercheranno di depotenziare quest’iniziativa. Ci sono dei precedenti, segnali deboli di una Sicilia che sta cambiando pelle, chiari per chi vuole coglierli, minimizzati da chi vuole minimizzarli. Vediamoli. È dal 2009 che i Siciliani, dal basso, hanno cominciato a togliere il vessillo della propria identità ai “soliti partiti” che negli anni immediatamente precedenti avevano cercato di incanalare nella vecchia politica quel qualcosa di nuovo che confusamente iniziava a muoversi in Sicilia da una decina d’anni circa. Una marcia, ancora soltanto per lo Statuto, fu fatta alla fine del 2010, tra la censura generale dei media. Fu un successo. Più di 1000 persone arrivarono festose al Palazzo Reale di Palermo, sede del Parlamento dell’Isola, dove nessuno li ricevette, a portare una lettera a chi allora rappresentava le istituzioni, chiedendo rispett
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1 COMMENT

  1. Questi fanno ancora più ridere di Busato e i suoi 2.3 MLN.

    Magari la Sicilia si staccasse dal resto. Sarebbe un utile precedente e un parziale ritorno di risorse finanziarie sottratte al residuo fiscale lombardo-veneto.

    Ma quale siciliano inteliggggente rinuncerebbe mai ad un sussidio pubblico (cioè, lombardo & veneto) pari a circa il 20% del PIL reggggionale? Ma va là va…

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