Da oggi si smette ufficialmente di lavorare per il fisco. ma non è vero

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di ARTURO DOILO Ufficialmente, oggi, martedì 23 giugno è il giorno della cosiddetta "liberazione fiscale", quel giorno in cui, si finisce di lavorare per pagare le tasse e mantenere lo Stato ed i suoi parassiti e si inizierebbe, per così dire, a guadagnare per sé. A parte il fatto che solo 4 anni fa la ricorrenza la si festeggiava il 14 giugno, è difficile credere che le cose stiano in questo modo. Lo dice la solita Cgia di Mestre, abitudinaria nel fare calcoli secondo le tabelle pubbliche. Infatti, nella sua relazione fa notare che sul calcolo del giorno di liberazione fiscale 2015 pesa l'incognita della tassazione locale, che non solo vede alcuni abitanti della penisola più penalizzati di altri, ma che sono un macigno sempre più pesante (VEDI QUI). C'è anche un altro dato che lascia trasparire incertezza, questo: I più colpiti? I napoletani. Poffarbacco, stando a quanto raccontano i residui fiscali delle varie regione d'Italia non parrebbe proprio. Comunqu
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1 COMMENT

  1. Sappiamo tutti che la pressione fiscale “reale” è del 70-80%. Il fatto che da oggi non si lavorerebbe più per lo Stato è riferito solo alle imposte dirette ed indirette (forse) ma fuori rimangono fuori i tributi locali (comuni, province, regioni), le altre tasse (contributi previdenziali, canone rai, bollo auto, CCIAA, ecc) e quelle che io chiamo tasse “improprie”, come per esempio i pedaggi autostradali (altrove le autostrade sono gratis o si viaggia con 40 euro all’anno), i libri scolastici (altrove sono in comodato gratuito), le multe stradali (non servono per la prevenzione o per spese per la sicurezza ma solo per far far cassa ai Comuni).
    Diciamo che inizieremo a lavorare per noi il 31 ottobre, se va bene…

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