di MARIETTO CERNEAZ
Ad Hong Kong, la popolazione continua a protestare perché non accetta il colpo di spugna alla propria identità, decisa dal governo criminale e comunista cinese, che non ha alcuna intenzione di rispettare l'accordo dei 50 anni sottoscritto nel 1997, allorquando la Gran Bretagna cedette definitivamente il territorio . La dittatura di Xi Jin Ping ha, invece, deciso che i 50 anni di libertà speciali sono finiti e hanno approvato la legge sulla sicurezza.
L'obiettivo parrebbe essere quello di integrare Hong Kong con Macao e nove città della provincia del Guangdong per creare un hub di commercio, turismo, tecnologia e produzione senza concorrenti nel mondo, capace di mettere in secondo piano la Silicon Valley e la piazza affaristica di New York.
Hong Kong, però, non è il solo target dei cinesi. La Repubblica Popolare ha "dichiarato guerra" anche a Taiwan. “Non promettiamo di abbandonare l’uso della forza e ci riserviamo l’opzione di intraprendere tutt