di REDAZIONE
In un giorno di proteste senza precedenti a Cuba, ieri, dove decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta l'isola per chiedere libertà e cambiamento, il governo di Miguel Díaz-Canel ha mostrato un volto finora poco noto al popolo cubano: un'ondata violenta della repressione che ha lasciato diversi feriti e decine di detenuti.
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Dopo diverse ore di proteste, scoppiate una dopo l'altra in tutta l'isola, il sovrano cubano è apparso sulla televisione nazionale in un breve discorso in cui sembrava incitare alla violenza. Il presidente ha incolpato il governo degli Stati Uniti per le manifestazioni e ha esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza pronti per il "combattimento".
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Secondo i video condivisi sui social network, il regime ha schierato le sue truppe speciali in tutto il territorio, organizzato folle filo-governative e mobilitato personale