È finito il cinema progressista: la motosega di Milei stoppa lo spreco dell’INCAA

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di LEONARDO FACCO

Milei lo aveva promesso e mantiene. “È finito il cinema” della spesa pubblica improduttiva per mantenere artisti, registi e attorucoli di regime. Con un comunicato ufficiale, il “Ministerio de Capital Humano” ufficializza che la motosega metterà fine a sprechi inutili in un settore dedito alla propaganda politica e alla diffusione del pensiero unico neomarxista, dove regnano i “comunisti col Rolex”.

La delibera, denominata “Sospensione della spesa economica nel quadro della razionalizzazione delle risorse”, rientra nel quadro dell’emergenza pubblica contenuta nel mega DNU dello scorso dicembre.

Dunque per l’INCAA (Instituto Nacionale Cine y Artes Audiovisivas) è l’inizio della fine: “sospensione del pagamento degli straordinari, dei contributi economici e dei contributi istituzionali, soppressione del sostegno economico alle Province, l’eliminazione delle cauzioni aggiuntive in tutti gli edifici dell’Istituto e anche la sospensione delle trasferte del personale, delle spese per i cellulari, dell’acquisto di generi alimentari e del compenso per il trasporto dei propri dipendenti”.

Il direttore incaricato dal governo della decurtazione delle prebende è Carlos Pirovano, amico dell’economista Federico Sturzenegger, ha informato i sindacati che è anche prevista la chiusura della piattaforma Cine.ar e la messa in vendita del cinema Gaumont, in via Rivadavia a Buenos Aires, una specie di sala d’essai dove si entra a prezzi stracciati (da 20 a 40 centesimi di euro) per la proiezione di pellicole autarchiche e note per i flop al botteghino.

Infine, Pirovano vuole anche smettere di organizzare il Festival di Mar del Plata, che si tiene dal 1954, perché costa ai contribuenti un milione di dollari.

Ovviamente, il sindacato ed il variegato mondo artistico progressista è, insieme al sindacato (che vorrebbe più tasse per le piattaforme di streaming per mantenere in piedi il carrozzone dell’INCAA), sul piede di guerra. Al solito si dicono pronti a manifestare nelle piazze.

Per Santiago Mitre, regista di Argentina 1985,il cinema argentino è uno dei più riusciti al mondo e si è realizzato grazie all’INCAA”. Secondo costoro “Il governo di Javier Milei si prepara a distruggere la cultura nazionale”.

Beh, se davvero fosse così apprezzata questa cultura nazionale, perchè mai non si sostiene coi soldi dei consumatori, anziché con quelli dei pagatori di tasse?

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