di ARTURO DOILO
In un contesto globale segnato da inflazione, instabilità politica e crescente interventismo statale, Doug Casey propone una visione radicale ma coerente: il vero rischio oggi non è tanto economico, quanto politico. Nell’intervista pubblicata su LewRockwell, l’investitore americano delinea una vera e propria strategia di sopravvivenza finanziaria e personale, fondata su tre pilastri: protezione del capitale, capacità di adattamento e ricerca attiva della libertà.
Il nemico principale? Lo Stato
Il punto di partenza del ragionamento di Casey è netto: i governi, soprattutto in tempi di crisi, tendono a espandere il proprio potere attraverso tasse più alte, regolamentazioni, controlli sui capitali e sorveglianza crescente. Per questo motivo, sostiene, il rischio più grande per individui e investitori non è tanto il mercato, ma l’azione politica. L’idea diffusa dello Stato come entità benevola è, secondo Casey, un’illusione: nella migliore delle ipotes