di DIEGO ANGULO
La cosiddetta “guerra” tra Milei e il giornalismo non è un capriccio, è una causa contro un’intera industria della disinformazione che gestisce l’informazione mainstream.
- 1- Hanno taciuto e omesso per decenni l’inflazione cronica provocata dai successivi governi di Sinistra.
2- Solo quando emergeva l’iperinflazione si azzardavano a toccare l’argomento, ma solo per criticare il fantasma del “neoliberalismo”.
3- Non hanno mai detto assolutamente nulla sul deficit fiscale permanente che distruggeva l’economia.
4- Durante la crisi bancaria del “corralito” hanno deliberatamente fornito informazioni false e confuse perché la popolazione non sapesse cosa stesse succedendo e perché.
5- Hanno mantenuto il silenzio assoluto sui controlli valutari e sul “cepo” (controllo cambiario) mentre erano in vigore, come se non esistessero.
6- Durante il deterioramento degli investimenti e la fuga di capitali durante il kirchnerismo, hanno coperto i responsabili e i loro alleati.
7- Di fronte alla perdita di credibilità istituzionale all’estero, hanno deciso nuovamente di coprire i kirchneristi e dare la colpa all’«imperialismo e ai fondi avvoltoio».
8- Non hanno mai criticato la massiccia emissione di moneta da parte della banca centrale per finanziare la spesa pubblica.
9- Hanno mentito apertamente sull’elevata e crescente pressione fiscale sulla popolazione.
10- Hanno nascosto e mentito nuovamente sugli altissimi livelli di povertà, indigenza e criminalità che sono peggiorati durante il kirchnerismo.
Milei non sta affrontando uno o due giornalisti subnormali, sta affrontando un intero apparato di propaganda che per decenni è stato complice del deterioramento economico e istituzionale dell’Argentina.
Cercate di comprendere: il giornalismo è l’alleato più potente del kirchnerismo, dal quale è emanato il suo potere e la sua capacità di distruggere la vita della gente.

