Galles, Scozia e Irlanda del Nord: Westminster ha i giorni contati. Firmato accordo storico

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di LUIGI CORTINOVIS

Incontro storico a Cardiff: i leader di Scozia, Galles e Irlanda del Nord firmano un accordo per l’autodeterminazione, dichiarando che “il tempo di Westminster sta finendo”.

I Primi Ministri John Swinney (Scozia), Rhun ap Iorwerth (Galles) e Michelle O’Neill (Irlanda del Nord), insieme a Mary Lou McDonald, presidente dello Sinn Féin, hanno siglato un memorandum d’intesa che afferma il diritto delle loro nazioni di decidere il proprio futuro. Mentre Swinney e O’Neill chiedono referendum sull’indipendenza, ap Iorwerth non ha fornito una tempistica per il Galles, dove Plaid Cymru ha escluso una votazione prima delle elezioni del 2030.

Successivamente, Galles e Scozia hanno firmato un accordo separato per collaborare su equità nei finanziamenti e poteri devoluti. Il Primo Ministro britannico – come racconta la BBC – Andy Burnham incontrerà i leader devoluti il prossimo mese, mentre l’opposizione ha accusato Plaid Cymru di voler disfare il Regno Unito.

Questo accordo si inserisce in un lungo percorso di rivendicazioni nazionaliste ed indipendentiste.

La Scozia ha tenuto un referendum sull’indipendenza nel 2014, in cui il “No” ha vinto con il 55%, ma la Brexit ha riaperto il dibattito, dato che la maggioranza degli scozzesi ha votato per rimanere nell’UE.

L’Irlanda del Nord ha una storia complessa di conflitto e pace, culminata nell’Accordo del Venerdì Santo del 1998.

Lo Sinn Féin, partito repubblicano, mira a un referendum sull’unificazione con la Repubblica d’Irlanda, una prospettiva resa più concreta dalla Brexit e dai cambiamenti demografici.

Il Galles, pur avendo un forte sentimento identitario e linguistico, ha storicamente mostrato un sostegno all’indipendenza più contenuto rispetto alla Scozia, ma Plaid Cymru continua a spingere per una maggiore autonomia e, infine, per l’indipendenza completa, vedendo in questo accordo trinazionale un passo fondamentale per costruire un’alleanza che possa contrapporsi al potere centrale di Londra.

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