di GILBERTO ONETO
L’intervento dell’uomo sul territorio era inteso dalle civiltà tradizionali come un’opera di adeguamento all’ordine cosmico in contrapposizione al caos informe e da questa intenzione “morale” traeva ispirazione e giustificazione quasi diventando una continuazione dell’atto primordiale della Creazione di cui voleva riprendere i ritmi e i simboli. Che questo principio abbia da sempre governato la fondazione e la costruzione delle città è cosa universalmente nota e accettata. Assai meno palesi risultano essere le stesse intenzioni applicate al paesaggio, spesso invece inteso quasi come elemento di contrapposizione allo spazio ordinato dei centri urbani.

