di GILBERTO ONETO
Viste da fuori le vicende della Lega di questi giorni sembrano indecifrabili, una sorta di piéce teatrale ioneschiana nella quale si perde il senso comune delle cose, una grandguignolesca commedia degli inganni.
Meno disorientato è invece chi ne conosce un po’ i meccanismi interni. Indubbiamente c’è uno scontro in atto, che non è solo una lotta di potere fra Maroni e la patetica comitiva dei cerchisti. É anche un singolare spaccato di varia umanità e disumanità padana, e non solo. Maroni ha stravinto un congresso ricevendo l’appoggio della grande maggioranza dei delegati: con lui ci sono i “Barbari sognanti” della prima ora e anche un bel po’ di gente che ha cominciato a “sognare” solo quando ha fiutato il vento. Ci sono quelli che ci credono, quelli che non vedono altra strada per salvare il Movimento e anche – siamo in Italia! - tutti quelli che sperano di conservare o acchiappare qualche cadreghino che il vecchio gruppo dirigente non è
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