di GILBERTO ONETO
La Lega risponde alla storiaccia ghanese di Milano con una gazebata per contrastare clandestinità e jus soli. Cosa ci sarà sui 500 tavolini annunciati in giro per la Lombardia? I fogli per l’ennesima raccolta di firme, forse qualche stinto gadgets (anche lì i bei tempi sono finiti) e poco altro. Ci saranno libri, depliand, documenti o seri volantini esplicativi sul doloroso fenomeno dell’immigrazione foresta? No. Solo la tristezza dei soliti slogan, delle “parole d’ordine” ormai un po’ stantie e qualunquiste contro gli irregolari ma – per carità – niente contro quelli “per bene, che lavorano”. Retorica “lavorista” del put che non ha dietro un ragionamento, uno studio, un’analisi. Niente. Niente non solo sull’immigrazione ma su qualsiasi altro argomento: la Lega non si è mai impegnata a fare ricerca, archivio, analisi e divulgazione furba. In tutti questi anni ha mandato in Parlamento, in Europa, nei Consigli regionali parecchie ce
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