BELGIO, LE ELEZIONI EUROPEE RIAPRONO LA PARTITA INDIPENDENTISTA

di MARIETTO CERNEAZ C’è chi si meraviglia che le elezioni europee abbiamo riportato al centro del dibattito politico la frattura fra fiamminghi e valloni. Eppure, il fuoco secessionista cova da anni sotto la cenere unitarista belga. Dai tempi del duello tra il sindaco Patrick Janssen, già presidente dei socialisti fiamminghi, e De Wever, l’idea separatista della parte più produttiva del Belgio, le Fiandre, dai “mantenuti” valloni è sulle prime pagine dei giornali locali. Da un lato i socialisti, dall’altro gli indipendentisti e la destra. Domenica scorsa, le elezioni hanno “spaccato” nuovamente il Belgio. Unici dell’Unione a votare sia per il rinnovo del Parlamento europeo che per quello nazionale, i belgi si sono divisi rispettando la geografia politica, linguistica e religiosa che li separa da sempre. E con l’affermazione delle forze nazionaliste fiamminghe, è tornato anche lo spettro secessionista. “Il paese è diviso in due”, han titolo i giornali, non senza dimenticare che è così da sempre. La contestuale avanzata dei socialisti e dell’estrema sinistra in…

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