BITCOIN E LIBERTARISMO: SE LO STATO CONTROLLA I PATRIMONI CONTROLLA LE PERSONE

di WENDY MC ELROY “Il desiderio dell’oro non è per l’oro. È per avere i mezzi necessari della libertà e del benessere”. (Ralph Waldo Emerson) L’impatto delle criptovalute sul libertarismo è stato profondo, soprattutto tra le giovani generazioni. Per molti, il fascino è un mistero perché vedono le cripto come una truffa o un’illusione della folla impazzita. Gli economisti austriaci invocano il teorema della regressione misesiana che sostiene che qualsiasi valido mezzo di scambio deve avere un precedente valore d’uso come qualcos’altro; l’oro è l’esempio standard. Per loro, le cripto sono state prodotte dal nulla, il che significa che non hanno un precedente valore d’uso e non possono essere denaro valido. Come una cripto-zelota, non sono d’accordo. A parte chi ha ragione, tuttavia, c’è un tema importante che dovrebbe essere discusso. Perché le cripto suscitano tanto impegno e passione da parte di tanti brillanti libertari che lo vedono come un nuovo cammino verso la libertà? L’idea di una moneta di libero mercato non è certo…

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