Cameron: la tobin tax non e’ robin hood

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di STEFANO MAGNI Fareste spegnere un incendio da un piromane? No? E allora perché mai le istituzioni europee dovrebbero poterci salvare dalla crisi, imponendo una nuova tassa? Questo è sicuramente quel che deve aver pensato il premier britannico David Cameron, quando è stata ventilata, di nuovo, la proposta europea di una tassa sulle transazioni finanziarie. Oggi come oggi, il Regno Unito è l’unico Paese che rifiuta, per principio, l’idea di una Tobin Tax europea. In caso di scontro, però, sa di avere dalla sua parte anche la Svezia. Nicolas Sarkozy, presidente francese, la pensava allo stesso modo. Fino a qualche anno fa. Adesso, invece, assieme ad Angela Merkel è uno dei due sponsor più attivi della nuova tassa. A Cameron, comunque, è bastato sventolare una minaccia di veto per far arretrare di qualche passo la cancelliera tedesca. Berlino appoggerà l’iniziativa solo se tutti e 27 i membri dell’Ue saranno d’accordo. Nel 2001, l’anno del disastroso G8 di
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