di CLAUDIO ROMITI Avevo deciso di partecipare alla manifestazione organizzata nella mia città, Perugia, e donominata “Rivoluzione del 9 dicembre”. Tuttavia, dopo aver letto i punti qualificanti di tale protesta, ho deciso di restarmene a casa. Con tutto il rispetto per i promotori dell’iniziativa, non ho la minima intenzione di battermi civilmente per obiettivi che mi appaiono addirittura peggiori del male profondo che sta soffocando la parte più produttiva del Paese. Si chiamano, infatti, i cittadini italiani alla mobilitazione in nome di due princìpi gravidi di nefaste conseguenze: sovranità popolare e sovranità monetaria. Ora, senza entrare nel merito di altre chicche come la lotta alla globalizzazione, alla speculazione ed al signoraggio, ciò è a mio avviso più che sufficiente per allontanare dalla citata protesta chi, animato da autentico spirito liberale e libertario, crede fermamente nella responsabilità individuale e, conseguentemente, in un sistema democratico nel quale la suddetta sovranità popolare è rigidamente vincolata alla tutela della proprietà privata. Proprietà privata che proprio l’attuale Stato ladro, basato…















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