di LEONARDO FACCO
Nel romanzo di Ernst Jünger Eumeswil (del 1977) emerge la figura dell'«anarca», non l’anarchico classico (sia esso individualista o collettivista), ma l’individuo che, pur vivendo nella società, non le appartiene. L’anarca, in sintesi, è archetipicamente un uomo “internamente libero”, che ha conservato la propria sovranità interiore anche in presenza di poteri esterni, che non si propone di distruggere lo Stato ma lo trascende, che non aderisce alle ideologie ma mantiene la propria autonomia.
In pratica, l’anarca appare come una specie di "individuo sovrano", una figura simbolica della libertà assoluta, dell’indipendenza morale e intangibile, di un soggetto che non è definito né dominato da poteri e narrative collettive.
La libertà dell’anarca sarebbe dunque radicale perché è interna: non basta non essere oppressi esternamente, occorre non essere schiavi interiori. Jünger lo descrive come colui che ha “un nativo rapporto con la libert