“Filosofia dell’osceno televisivo”, il nuovo libro di Castoro

Condividi su MeWe: liberi articoli su liberi social!

di CLAUDIO PREVOSTI Un’oscenità “fredda e comunicazionale”, come diceva Baudrillard, si è ormai inesorabilmente sostituita a quella classica dello scandalo sessuale, dell’impudicizia della carne, della “spiritualizzazione” delle anime e delle condotte. Eppure, anche nel reticolare e in perenne fibrillazione mondo degli iper-media, resta traccia di questo canone dell’oscenità fisica, solo apparentemente superato, poiché è proprio grazie ad un’imponente opera di oblìo della nostra cifra esistenziale più autentica, della nostra radice esperienziale e fenomenologica, che si è potuto innescare e ingigantire, negli ultimi decenni, quel regime dell’Indistinto, dell’Indifferenziato, dell’equidistanza fra realtà e simulazione, vero e falso, fatto vissuto e “macchina” dell’apparire che è oggi la natura più preoccupante e devastante del sistema dei media e dell’Osceno come categoria estetica che lo rappresenta. Carmine Castoro, filosofo della comunicazione, giornalista professionista, autore televisivo (per RaiNotte e canali Sky) e apprezzato saggista già da molti anni, con una scrittura densa e uno studio approfondito, in questo suo Filosofia dell’Osceno televisivo – Pratiche dell’odio contro la tv del Nulla (Mimesis…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
Condividi su MeWe: liberi articoli su liberi social!
Rubriche I libri de L'Indipendenza