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Gli schiavi della politica con la “p” maiuscola

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de-benedettidi MATTEO CORSINI

Dobbiamo ricorrere a dosi massicce di politica per restituire l’Europa agli europei. Dobbiamo prendere coscienza che l’Europa esiste se torniamo a concepirla come una piattaforma unica di valori e cultura. Anche gli Stati Uniti, in fondo, funzionano così. Nessuno si immagina di far diventare l’Arkansas una Silicon Valley. L’Arkansas viene sovvenzionato, perché è parte di un sentire comune. L’Europa così com’è ha fallito. O ne prenderemo rapidamente atto, e saremo capaci di cambiare, oppure saremo travolti dall’onda. Va recuperato l’orgoglio di essere la comunità che ha dato al mondo, proprio partendo dalla cultura ellenistica, il meglio del pensiero e dei diritti dell’uomo. Solo su questa base potremo ancora stare insieme e costruire un futuro comune” Carlo De Benedetti si lascia andare a un esercizio di retorica in nome di un ideale europeista al quale ormai siamo abituati. Di fronte alle crisi di rigetto verso (questa) Unione europea (con o senza moneta unica), si usano parole alate demonizzando ogni forma di dissenso e invocando la politica con la P maiuscola e altre formule del genere.

Il problema è che dietro alla cosiddetta politica con la P maiuscola ci sono milioni di individui che ne subiscono le conseguenze. Se un progetto voluto da un gruppo di persone relativamente ristretto non piace a un numero crescente di altre persone (per motivi spesso molto diversi e anche contrastanti tra loro), non credo che la soluzione consista nel considerare, nella migliore delle ipotesi, tutti i dissenzienti incapaci e ottusi.

La retorica della “piattaforma unica di valori e cultura” si scontra tutti i giorni con un fatto che gli europeisti fautori del super Stato europeo o degli Stati Uniti d’Europa non vogliono riconoscere: valori e cultura non sono affatto unici tra i popoli europei. Per lo meno non lo sono tanto quanto ritengono certi europeisti.

Pensare che sia necessario tenere tutto e tutti assieme creando una unione che finirebbe per avere solidarietà a senso unico, con i pagatori di tasse di uno o più Paesi che strutturalmente e perennemente sovvenzionano non solo una parte di concittadini, ma anche cittadini di altri Paesi, significherebbe espandere il parassitismo da una dimensione nazionale a una sovranazionale.

Semmai il parassitismo andrebbe ridotto (e magari eliminato), non istituzionalizzato su scala sovranazionale. Non è necessario aumentare le costrizioni burocratiche per far vivere meglio gli europei. Sarebbe sufficiente non ostacolare la libertà di circolazione di persone, beni e servizi, nel rispetto dei diritti di proprietà individuali e della volontarietà delle interazioni.

E invece continuiamo a sentire un giorno sì e l’altro pure queste invocazioni dell’uso massiccio di politica con la P maiuscola. A volte persino si arriva a condannare la mancanza di solidarietà che avrebbe come conseguenza la riduzione in schiavitù di un popolo (quello greco, nel caso di specie).  Ma la riduzione in schiavitù non riguarda tutti i greci, così come non riguarda tutti gli italiani o i tedeschi. Coloro che sono ridotti in schiavitù, giorno dopo giorno, sono sempre e solo i pagatori netti di tasse, a cui gli Stati impongono di mantenere i consumatori netti di tasse.

Questo ovviamente non lo dicono coloro che invocano la politica con la P maiuscola, anche perché spesso sono consumatori netti di tasse. E magari, per evitare di trovarsi nell’altra indesiderabile condizione, parlano di solidarietà europea mantenendo la residenza fiscale in un Paese che si guarda bene dall’entrare nell’Unione europea.

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5 COMMENTS

  1. Che io sappia non esiste una sola organizzazione ebraica che non favorisca il mondialismo. L’identitarismo sarebbe una piaga da estirpare, eccezione fatta per Israele. De Benedetti elogia Atene e i suoi valori universalistici ma rispetta solo quelli particolaristi di Gerusalemme. Porgi l’altra guancia che ti possa schiaffeggiare io!

  2. appunto…mi sembra che la Svizzera non faccia parte dell’unione europea, anche se sembra che sotto la pressione della richiesta dell’Europa abbia ceduto sul segreto bancario.
    L’Austria invece lo conserva e non cede alla richiesta, per cui si sta verificando uno spostamento di depositi bancari verso questo stato… gli chiedono di cambiare la sua costituzione, e per questo nel 2017 farà un referendum… ma per allora l’Europa sarà già caduta e comunque l’Austria non cederà…
    Europa addio… addio tempio della burocrazia, torre di babele costruita per confondere i popoli e ridurli alla schiavitù delle banche.

  3. Quando i grandi industriali iniziarono ad abbandonare il Paese fra gli anni 1970 e 80 era già un segnale di decadenza Nazionale, di cui i nostri Politici non diedero ascolto, sostituendo la produttività con lo sviluppo del mattone, del terziario e della pubblicità per mantenere un PIL falsato formulato sull’aumento dei costi, sulle ingiustizie per movimentare Tribunali, Avvocati, ecc. Questo gravissimo errore che creò tante rivendicazioni nel tempo sino alla crisi attuale, obbligò ad importare le necessità del Paese da Nazioni estere le quali si svilupparono affossando sempre più il nostro Paese, innalzando il costo della vita e mantenendo invariati i costi esorbitanti della Politica, creando disoccupazione, ritorsioni nazionali ed internazionali che si accentuarono nella fuga dei capitali e nella diminuzione delle entrate tributarie. Gravi errori Politici che oggi pesano sulla cittadinanza, mettendo in dubbio il futuro del Paese. Le parole ripresa tanto decantate da venditori di fumo, rappresentano un ulteriore deficienza del nostro sistema Politico Nazionale.
    Anthony Ceresa.

  4. Non so che idee abbia il fratello Franco Debenedetti.
    Ma questo non è il De Benedetti da ascoltare.
    Penso infatti che ogni parola e ogni idea che perora l’Ing. abbiano come reale fondamento e motore il puro interesse personale e aziendale.
    Non a caso , se non ricordo male, l’Ing. è residente in Svizzera.
    Il ponte di comando, quello vero, quello importante , non penso sia in italia.

    • È’ caratteristica delle famiglie di origine ebraica radicarsi con facilità’ ovunque i propri interessi possano prosperare, perciò non è detto che rimarrà in Svizzera…

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