di GIANLUCA MARCHI
Il Paese sta andando in pezzi, anzi è già a pezzi, e la cosiddetta classe dirigente (che cosa poi diriga, se non gli affari propri, sarebbe curioso saperlo) fatta di politici, di magistrati e di giornalisti succhiaruote ancora si accalora a fatti di oltre vent'anni fa, il presunto patto Stato/mafia (una cosa nei fatti per l'Italia), che mai e poi mai saranno chiariti fino in fondo. Si chiama a testimoniare un presidente della Repubblica in carica col quale s'è già consumato nei mesi scorsi un pesante scontro e si pretende di ascoltare un ex inquilino del Quirinale ultranovantenne che ormai non esce più nemmeno di casa. E' come se si volesse continuare a camminare con la testa sempre rivolta all'indietro, non si capisce se per condizionare gli avvenimenti prossimi venturi oppure per rifugiarsi in un passato dove l'Italia era considerata meno sbrindellata di adesso. Non voglio comunque addentrarmi in un giudizio sulla magistratura - o meglio sulla parte di essa
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