IL PROPRIETARIO DI UNA RISORSA NON SPRECA, VUOL GUADAGNARCI SEMPRE

di ROBERT J. SMITH* Il senso della “proprietà pubblica” è che le risorse sono in comune fra tutti: tutti sono “proprietari” e tutti le possono utilizzare. Senza dubbio, la proprietà pubblica è un mito; di fatto essa non è proprietà. Come dice F.A. Harper: “Un punto fondamentale del diritto di proprietà è quello di potersi disfare della proprietà stessa. Se io non posso vendere una cosa significa che non ne sono proprietario”. Chiaramente è questo il caso della proprietà pubblica; non solo nessuno può reclamare, o abitare, la parte che gli corrisponde, ma non può nemmeno disfarsi, vendere, quella parte. Gode solo del diritto di utilizzarla, non di possederla. E quel “diritto di utilizzarla” è solo “un privilegio” che lo Stato può abrogare quando vuole. Il biologo ed ecologista Garrett Hardin ha definito questo problema “la tragedia dei beni collettivi”. In Exploring New Ethics for Survival: The Voyage Of the Spaceship Beagle Hardin ha scritto: “La tragedia dei beni collettivi si presenta così. Immaginate un…

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