di ENZO TRENTIN Guardando alla storia dell’unità d’Italia possiamo dire come i vari governanti che si sono succeduti sino ad oggi non hanno mai difeso gli interessi dei propri cittadini. Prendiamo, ad esempio, l’emigrazione moderna. Incomincia in Europa nel 1840. Nella Penisola inizia con vent’anni di ritardo, in coincidenza con la nascita dell’Italia. Partono per primi i piccoli proprietari, i mezzadri: sono i segni di una crisi che investirà, per molti decenni, le società rurali. Le partenze sono favorite dall’Argentina che offre, a chi arriva, terre gratis. Tutta l’Europa emigra, ma non si capisce l’emigrazione italiana se si ignora che essa è parte della colossale trasmigrazione che ha portato nell’Ottocento circa 60 milioni di europei al di là dell’Oceano. Questo movimento tumultuoso è sollecitato da quattro grandi forze: L’aumento della popolazione. In un secolo l’Europa passa dal 187 milioni a più di 400 milioni di abitanti. Il vecchio continente esplode. L’abolizione delle terre comuni. Un tempo i contadini poveri potevano utilizzare terreni che appartenevano alla…















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