di REDAZIONE
Più volte abbiamo manifestato le nostre perplessità in merito ai propositi di riformabilità dello stato italiano che ha assunto sempre di più i connotati di una insopportabile palla al piede fiscale e burocratica che impedisce lo sviluppo dei territori di cui è composta la penisola attraverso il forsennato prelievo coercitivo dei quattrini di chi produce ricchezza per alimentare un ipertrofico assistenzialismo clientelare mascherato da Welfare State e basato anche su una redistribuzione territoriale parassitaria delle risorse.
I contribuenti lombardi, per citare i più tartassati, subiscono ogni anno un furto politico pari ad oltre il 15% di ciò che producono avendo la regione un residuo fiscale negativo (ovverosia ciò che i lombardi pagano in più in termini di tassazione rispetto a ciò che gli enti pubblici spendono in Lombardia) pari ad una percentuale tra il 15% e il 18% del PIL regionale (tale percentuale di tosatura non ha eguali nel resto del mondo).
Comments are closed.