di DANIELE VITTORIO COMERO La formula speciale c’è, si chiama il “Sindaco d’Italia”. Viene presentata come toccasana ai tanti guai che affliggono il sistema politico italiano. In queste settimane si sono moltiplicati, da destra e da sinistra, gli appelli ad una riforma elettorale del famigerato “porcellum” in tal senso. La miracolosa pozione estende il sistema elettorale utilizzato per le grandi città al Parlamento, eleggendo il capo del governo come fosse il sindaco. Un mix tra presidenzialismo e semi-presidenzialismo, una assoluta novità in campo costituzionale. Senza dare un prematuro giudizio, vediamo le varie posizioni, a partire da Marcello Veneziani che ha dedicato il suo elzeviro su Il Giornale del 14-11: “Signori del centrodestra, volatili e rettili di ogni tipo, avete una grande possibilità per sbloccare la situazione e dare un segnale di svolta al Paese: sostenete a spada tratta la proposta di Matteo Renzi sull’elezione diretta del premier, meglio nota sin dai tempi di Mariotto Segni come un Sindaco per l’Italia…”. Contemporaneamente Cesare Maffi su Italia…















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