La rielezione di Napolitano è in contrasto con la Costituzione

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di LUCA FUSARI La riconferma di Giorgio Napolitano come Presidente della Repubblica italiana, in teoria per altri 7 anni, è chiaramente uno strappo alla prassi istituzionale che dal 1948 ad oggi ha visto tutti i Capi dello Stato ricoprire un singolo mandato. Questo comporta, al di là della persona in sé rieletta, un precedente che di fatto modifica il significato istituzionale della carica e dell’intero assetto della Repubblica. Napolitano accettando il suo secondo mandato non solo ha posto in essere la possibilità che un presidente nominato dal Parlamento possa occupare il Quirinale per 14 anni (con un incremento temporale di presenza che non trova analogie nelle repubbliche occidentali), ma ha ratificato la sua incostituzionale estensione di funzioni. Egli infatti si è nuovamente arrogato (dopo il precedente di Mario Monti) il diritto di poter decidere il premier al posto del Parlamento e il programma di governo (di fatto quello dei 10 saggi). Questo bypassa il ruolo delle elezioni politiche parlamentari e ridimensiona la presenza delle forze…

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