Ogni rivoluzione comincia con una scintilla. La scintilla forse è a Trieste

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di ALEX STORTI “Every revolution begins with a spark”. Ogni rivoluzione comincia con una scintilla. È questa l’evocativa frase che campeggia su migliaia di tabelloni pubblicitari del secondo capitolo della saga cinematografica “The Hunger Games”, uscito a fine novembre. Una scintilla. Dov’è la nostra scintilla? Dove comincerà la rivoluzione che tutti attendiamo? Quando mancano poche decine di ore all’alba del 9 dicembre, verrebbe da dire che ci siamo, che la rivolta sta per cominciare e che diventerà vera rivoluzione. Chissà, forse è proprio così. O forse no. Certo non per la cattiva volontà di chi darà vita all’inedita sollevazione spontanea prevista per lunedì, ma perchè, purtroppo, non basta rivoltarsi contro un potere oscuro e perfino invisibile, grazie alla propria capacità mimetica di penetrare e addormentare le coscienze, quale è quello su cui si regge lo stato italiano. Ci vuole anche e soprattutto un progetto. Soprattutto un progetto per il dopo, intendo. Come dice il leader indipendentista algerino Ben M’Hidi al giovane Alì, ne “La battaglia…

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