di ARTURO DOILO
Nella storia delle istituzioni statunitensi, il Bill of Rights — i primi dieci emendamenti alla Costituzione degli Stati Uniti — è comunemente celebrata come il fondamento delle libertà individuali. Tuttavia, come spiega Murray N. Rothbard, economista e teorico libertario, la sua origine e il suo significato non sono affatto quelli che si raccontano spesso nei manuali scolastici.
Secondo Rothbard, nel 1787, quando la Costituzione fu firmata e si avviò il processo di ratifica, la questione delle modifiche costituzionali — comprese le richieste di una Carta dei Diritti — era al centro del dibattito politico. I Federalisti, ossia i sostenitori di un forte governo nazionale guidato da figure come James Madison, inizialmente non volevano affatto una Bill of Rights. Rothbard è chiaro su questo punto: i Federalisti "odiarono" l’idea non per un capriccio ideologico, ma per "motivi profondi legati alla loro visione del potere centrale e alla paura di mettere limi