PER GESTIRE UN MONDO COMPLESSO BASTANO REGOLE SEMPLICI

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di PAOLO MARINI Alla contrapposizione “semplicità-complessità” si può accostare per convincente analogia quella di “leggerezza-peso” che apre le “Lezioni americane” di Italo Calvino. E un inno alla semplicità, audace e suggestivo, ci arriva dal libro del giurista newyorchese Richard Epstein (“Regole semplici per un mondo complesso”, pp. XVI+480, € 22,00) edito da Liberilibri, casa editrice che in questi anni sta animando, in un ambiente tradizionalmente ostile ai diritti individuali, una autentica contro-cultura. Il bersaglio è qui la complessità delle leggi, frutto di un’iper-regolazione che pretende di accompagnarci ‘dalla culla alla bara’ generando una marcata deresponsabilizzazione. Per avere semplicità nel diritto non è necessario andare lontano: si riprendano i testi del diritto romano e si dia un bel calcio al mito della giustizia perfetta. Del resto “quanto possiamo prendere sul serio un ordinamento giuridico che dedica la fetta maggiore del suo impegno (…) a identificare e correggere i fallimenti del mercato risultanti da un’informazione asimmetrica e imperfetta nei rapporti di lavoro, piuttosto che a contenere la…

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