RUSSIA CINA ED USA: È SCONTRO ANCHE SUL CASO ROHINGYA NELL’EX-BIRMANIA

di MARIETTO CERNEAZ Come i venezuelani, ma per altri motivi, i Rohingya rimangono in precarie condizioni e il Consiglio di sicurezza dell’Onu non sembra considerare l’interruzione di tale esodo una priorità nell’agenda internazionale. Come in Venezuela, appunto. E sempre come in Venezuela, l’unica cosa che finirà per fare l’Onu sarà far pressione per l’avvio di una missione umanitaria e per l’accesso degli investigatori di diritti umani nello Stato del Rakhine. Come in Venezuela, appunto. Per continuare a dialogare con Aung San Suu Kyi e con l’esercito birmano, che sta reprimendo la minoranza islamica, urge raggiungere un consenso con la Russia e la Cina (come in Venezuela), data la loro notevole influenza sul regime. Si badi bene che Aung San Suu Kyi  è stata premiata col Nobel per la pace, allorquando la perseguitata era lei. Tuttavia, ad oggi non si intravede alcuna soluzione definitiva all’orizzonte e questo fa temere che i Rohingya continueranno ad essere vittime di una pulizia etnica, ben documentata da informazioni di ogni genere…

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